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«In Italia c’è la rassegnazione al brutto» afferma Francesco Pannofino, protagonista della serie e ora del film Boris nei panni del regista Renè Ferretti, durante la presentazione del film che sarà nelle sale italiane a partire da Venerdì primo Aprile (sarà un pesce d’aprile). Il film si prepara ad incassi da record, o almeno così si spera, perchè gli italiani finalmente capiscano che si trovano in un paese politicamente e culturalmente allo sbando: “Se qualche giovane ha voglio di incazzarsi la speranza c’è ancora…” afferma l’ attore.
Nel film saranno presenti quasi tutti gli attori che hanno partecipato alla serie, un punto in più per coloro che non hanno fiducia nei sequel. Un altro punto in più? La satira contro il Belpaese in generale, che colpisce davvero tutti, a partire dal mondo politico e religioso (Renè si rende conto di voler abbandonare la regia delle fiction e buttarsi su “un cinema impegnato” quando si trova costretto a dover girare la scena di Ratzinger da giovane che sorride correndo su una spiaggia) fino ad arrivare allo stesso mondo dello spettacolo, con un’ evidente presa in giro di attrici nevrotiche come Margherita Buy.
«C’è commedia e commedia. Lo stereotipo in Italia è mostrare i tipici difetti degli italiani, la furberia, la cialtronaggine: ebbene, noi evitiamo il sorriso untuoso… noi i nostri personaggi non li perdoniamo» affermano Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico, registi del film.


